Home Rubriche Notizie Ladine STORIA E SPIRITUALITA’, ALLA SCOPERTA DELLA CHIESA DI SANTA GIULIANA

STORIA E SPIRITUALITA’, ALLA SCOPERTA DELLA CHIESA DI SANTA GIULIANA

302

Conoscere la Val di Fassa e le tradizioni anche attraverso la spiritualità e i culti che hanno accompagnato gli abitanti della valle fino ai giorni nostri.

Un esperto di storia ed arte locale accompagnerà turisti, visitatori e curiosi in un viaggio culturale alla scoperta del santuario gotico che sovrasta il paese di Vigo grazie alla visita guidata gratuita alla storica chiesa di Santa Giuliana, all’antico abitato di Piaz de Vich, al Cimitero Austroungarico di Guerra.

La devozione alla santa martire di origine turca, considerata patrona delle partorienti, è duratura e tangibile, come dimostrano i tanti lasciti degli abitanti di Fassa.
Santa Giuliana è certamente la chiesa di Fassa più ricca di storia: sorge infatti addirittura su un luogo di culto preistorico, poi adibito ad ara pagana dai conquistatori romani.

Si trova sul colle “Ciaslir de Vich”, dove secondo accurate ricerche archeologiche doveva trovarsi il primitivo insediamento retico, un villaggio fortificato da palizzate e piccoli terrapieni che viene normalmente definito dagli studiosi “castelliere”.
La leggenda popolare riconduce invece la scelta di questo luogo ad un intervento diretto della Santa, che avrebbe dapprima fatto sparire i materiali accumulati sul sito inizialmente prescelto per la costruzione (un bel pianoro nei pressi del paese che porta ancora oggi il nome di Pians de Sent’Uiana) e, successivamente, indicato il Ciaslir, conducendovi i buoi posti a trainare il carro col nuovo materiale.

All’interno della chiesa gotica, la cui punta aguzza del campanile sembra volersi allungare fin sopra le guglie del Catinaccio, la parete nord ospita un duplice ciclo di affreschi con didascalie in volgare, che narra la storia di Santa Giuliana, vergine e martire a Nicomedia (attuale Turchia) nel 305 d.C. La giovane fanciulla, di nobile famiglia romana, era stata promessa in sposa al prefetto romano della provincia di Nicomedia, ma acconsentì a concedergli la mano soltanto se questi si fosse convertito al cristianesimo. Egli, per timore delle feroci persecuzioni dell’Imperatore Diocleziano, pretendeva invece che fosse Giuliana a diventare pagana, e la fece torturare crudelmente per obbligarla ad acconsentire.
La giovinetta seppe resistere eroicamente, fino alla decapitazione. Il prefetto e la sua corte caddero però vittima dell’ira di Dio, che affondò la nave sulla quale si trovavano dopo questi fatti. Si racconta anche che Giuliana, mentre si trovava rinchiusa in prigione, sia stata tentata da un demonio travestito da angelo, che la invitava a fingere di adorare gli dèi per evitare la morte; la Santa avrebbe però scoperto l’inganno e si sarebbe adirata a tal punto con lo spirito maligno da legarlo e percuoterlo con le proprie catene, trascinandolo con sé fin sul patibolo. Per questi motivi, Santa Giuliana viene raffigurata con la palma del martirio, la spada con cui venne uccisa, il manto blu e rosso, simbolo di purezza e regalità, ed un diavoletto in catene ai suoi piedi.

La chiesa di Santa Giuliana è aperta al pubblico dal 30 giugno al 10 settembre ogni lunedì, giovedì e sabato, dalle 16.00 alle 18.00.