Home Notizie TAV, CANTIERE SEQUESTRATO. ESULTANO I COMITATI: “INSIEME SI VINCE”

TAV, CANTIERE SEQUESTRATO. ESULTANO I COMITATI: “INSIEME SI VINCE”

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Colpo di scena per il cantiere della circonvallazione ferroviaria di Trento. Dopo la denuncia dei comitati di terre scavate e asportate dal cantiere a Trento Nord in aree potenzialmente inquinate, la Procura ha deciso di vederci chiaro con un’indagine per disastro ambientale affidata al sostituto procuratore Davide Ognibene. Non tutto il cantiere è sequestrato, i lavori proseguono regolarmente al di fuori della zona incriminata, una fascia di 250×10 metri tra i binari della Trento Malè e l’asse di Via Brennero, a Nord dello scalo Filzi. “Ho già chiesto un incontro alla commissaria Paola Firmi che si dovrebbe tenere la prossima settimana” – ha fatto sapere il sindaco Franco Ianeselli – “Il cantiere non si ferma ma il Comune e Appa hanno sempre chiesto la caratterizzazione ambientale, il provvedimento della Procura va in questa direzione”. Al sindaco i comitati hanno indirizzato centinaia di cartoline prestampate e distribuite ai cittadini ai quali spetta apporre un francobollo e completare la scritta “Non voglio la circonvallazione ma la bonifica integrale dei terreni ex Sloi e Carbochimica. Saluti da…”, le prime sono state distribuite venerdì sera nel corso della partecipata assemblea cittadina in via della Verruca (alcune persone sono rimaste fuori per l’afflusso sopra le aspettative). Grande soddisfazione per il lavoro di squadra trasversale (comitati, liberi cittadini, NoTav, associazioni ambientaliste, sindacati, CMST, Uniamoci, stampa , stampa, ecc..) è stata espressa dal Comitato di Via Brennero per il sequestro, seguìto alla decisione dell’area NoTav di fare squadra al di là delle divergenze politiche, mentre Claudio Geat, presidente della Circoscrizione, annuncia l’intenzione di segnalare al Noe dei carabinieri la mancata caratterizzazione del materiale scavato nel cantiere, ed Elio Bonfanti denuncia che, nei giorni scorsi, un ciclista di passaggio nella zona dello scavo sotto indagine avrebbe accusato un improvviso senso di nausea e pizzicore alla gola, gli stessi sintomi lamentati dagli operai che lavoravano nelle fabbriche di Trento Nord i cui resti giacerebbero ancora sotto i terreni del cantiere della circonvallazione.