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IT-ALERT, MARTEDI’ 26 ALLE 12 ALLARME GENERALE, DUBBI SUL QUESTIONARIO

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Martedì 26 settembre a mezzogiorno, un messaggio di allarme arriverà su tutti i telefoni cellulari che si troveranno in provincia di Trento. Si tratterà di un test di allerta della Protezione Civile, nuovo sistema di allarme pubblico voluto dall’Unione Europea, che recepisce la direttiva UE 2018/1972 in merito alla creazione di un “sistema di allarme pubblico” comunitario (EU-Alert). La Direttiva ha stabilito che “gli Stati membri provvedono affinché, quando sono istituiti sistemi di allarme pubblico in caso di gravi emergenze e catastrofi imminenti o in corso, i fornitori dei servizi mobili di comunicazione interpersonale basati sul numero trasmettano allarmi pubblici agli utenti finali interessati“. Nel febbraio 2023, è stata approvata la normativa che disciplina l’uso del sistema di allerta [https://www.it-alert.it/it/normativa/] introdotto dal decreto-legge del 18 aprile 2019 n.32.
Il sistema IT-Alert potrà essere attivato in caso di gravi e specifiche emergenze e catastrofi imminenti e in corso, quali il collasso di una grande diga, incidenti nucleari o emergenze radiologiche, incidenti rilevanti in stabilimenti industriali o precipitazioni intense. In altri territori nazionali, IT-Alert potrà scattare anche in caso di maremoto (generato da un terremoto) o attività vulcanica (per i vulcani Vesuvio, Campi Flegrei, Vulcano e Stromboli).
IT-alert non sostituirà le modalità di informazione e comunicazione già in uso, ma andrà ad integrarle.
Tutti i dispositivi agganciati alle celle di telefonia mobile sul territorio trentino suoneranno contemporaneamente, emettendo un suono distintivo e diverso da quello di ogni altra suoneria. Contestualmente al messaggio di allerta, i cittadini riceveranno anche un questionario, che ha sollevato dubbi online sul fronte privacy, dopo che nei test già effettuati in altre regioni è comparsa la dicitura: “il proprietario di questo modulo non ha fornito un’informativa sulla privacy su come utilizzerà i dati delle risposte. Non fornire informazioni personali o sensibili.” Polemiche anche sull’impossibilità di disinstallare dai telefoni l’applicazione scaricata in automatico nei mesi scorsi, ad insaputa degli utenti.
Potranno ricevere il messaggio, in ogni caso, solo i dispositivi agganciati alle reti degli operatori di telefonia mobile: IT-Alert non funzionerà se il cellulare è spento o in modalità aereo.
Attraverso la tecnologia cell-broadcast, i messaggi IT-Alert possono essere inviati a un gruppo di celle telefoniche geograficamente vicine, delimitando un’area il più possibile corrispondente a quella interessata dall’emergenza, seppur con dei limiti tecnologici: un messaggio indirizzato a un’area potrebbe raggiungere anche utenti che si trovano nei territori confinanti. Analogamente, è possibile che per i test di Lombardia (19 settembre), Veneto (21 settembre) e Alto Adige (13 ottobre) i messaggi possano interessare in parte anche la popolazione sul territorio provinciale.
I test – che da inizio estate vengono effettuati nelle diverse regioni italiane – serviranno a verificare tutte le eventuali criticità per ottimizzare il sistema, che – sulla base di quanto scritto nella normativa di riferimento – prevede sia la possibilità di estendere progressivamente l’utilizzo del sistema anche a ulteriori fattispecie di gravi emergenze e catastrofi, sia il fatto che IT-Alert possa essere utilizzato “per finalità diverse da quelle di protezione civile“, caso in cui dovrà “essere disciplinato con specifici provvedimenti da parte delle amministrazioni competenti“.