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CORDOGLIO A TRENTO PER LA MORTE DEI DUE GIOVANI MORTI NELL’INCIDENTE TRA MOTO E MONOPATTINO DI VIA VENEZIA

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Nemmeno 40 anni in 2. Una tragedia che ha scosso Trento, quella avvenuta ieri sera alle 21:10 in Via Venezia, sulla retta tra il convento dei padri francescani e San Donà, dove stava tornando con la sua moto il 22enne Federico Pezzè, che all’altezzza dei due distributori di benzina ha falciato sulle strisce pedonali Aliyah Freya Macatangay, 16 enne di origine filippina, che stava attraversando la strada portando a mano un monopattino, tranciato in due nello scontro.
Quando hanno sentito lo schianto, subito sono usciti gli avventori del bar Stella, che si sono concentrati sul ragazzo, in una pozza di sangue sulla carreggiata un centinaio di metri più in alto, all’altezza della pizzeria Korallo, senza avvedersi inizialmente dell’altra vittima, la povera Aliyah, sbalzata al di là del muretto che delimita il parcheggio di fronte alla pizzeria, con tutta probabilità morta sul colpo con ancora le mani strette al manubrio del mezzo.
Per Pezzè si è invece sperato, il ragazzo respirava ancora quando è stato trasportato all’ospedale Santa Chiara, ma è deceduto un paio d’ore più tardi.
Almeno 4 o 5, le telecamere che hanno registrato la scena e che saranno analizzate dalla polizia municipale per ricostruire l’esatta dinamica del terribile incidente costato la vita a due giovani trentini.
La Procura di Trento ha aperto un’inchiesta, ma chi lavora in zona parla di una tragedia annunciata: troppe le persone che attraversano fuori dalle strisce per passare dal parcheggio alla pizzeria – non è il caso di Alyah, che invece sembra stesse attraversando correttamente – e soprattutto troppi i ragazzi che hanno preso la retta di Via Venezia per una pista dove esibirsi in manovre pericolose.
C’è anche chi per saltare il semaforo rosso transita anche a velocità sostenuta all’interno dei piazzali dei distributori.