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FINITA LA LATITANZA DI LUCA DOLCE

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Catturato dai Nocs nei pressi di Bordighera, in Liguria, il latitante anarchico Luca Dolce, 37 anni, triestino che ha trascorso molto tempo con il gruppo anarco insurrezionalista trentino, nella zona di Rovereto, dove si è occupato di propaganda e logistica.
“Stecco”, questo il suo soprannome, è stato individuato al termine di una indagine della Direzione centrale della polizia di prevenzione anche con la Digos di Trento.
L’attività è stata coordinata dalla Procura distrettuale di Trento diretta da Sandro Raimondi.
Al momento della cattura Dolce aveva una carta di identità falsa, ha diversi precedenti ed è stato in carcere a Tolmezzo, Ferrara – dove è stato detenuto assieme ad Alfredo Còspito – e Modena.
E’ considerato dagli investigatori un punto di riferimento tra gli anarchici del Triveneto.
Secondo gli accertamenti svolti, Dolce avrebbe avuto anche un ruolo di coordinamento, a livello nazionale, nella promozione di attività anti carcerarie e ha intrattenuto corrispondenza con detenuti appartenenti alle Brigate Rosse.
Aveva fatto perdere le sue tracce dal 2021 dopo che il Tribunale di Trento lo aveva condannato a 3 anni 6 mesi e 15 giorni per cumulo di condanne legate alla militanza, in particolare per scontri con le forze di polizia.
Lo scorso 17 marzo la Corte d’appello lo aveva condannato assieme ad altri 62 anarchici, a tre anni di reclusione per i reati commessi al Brennero il 7 maggio 2016 durante una manifestazione di protesta contro il muro anti migranti annunciato, e mai realizzato, dal governo austriaco.
Dolce deve scontare 3 anni 6 mesi e 15 giorni di reclusione per reati posti in essere in ragione della sua militanza politica – e di un ordine di custodia cautelare in carcere per reati connessi al terrorismo.
Una latitanza organizzata con particolare accortezza: secondo gli investigatori avrebbe fatto esperienza in occasione dell’aiuto fornito per la latitanza dello spagnolo Juan Antonio Sorroche.