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I COMITATI NO BYPASS CHIEDONO LO STOP DELL’OPERA DOPO IL SEQUESTRO DELLE AREE EX SLOI E CARBOCHIMICA

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Dopo il sequestro delle aree inquinate dell’ex Sloi e Carbochimica disposto dalla Procura di Trento, i comitati contrari alla circonvallazione ferroviaria chiedono che la costruzione dell’opera venga bloccata. Quella di ieri, secondo i comitati, è solo la “cronaca di un epilogo annunciato”.
“La vera emergenza di questa città è quella ambientale, questa è l’esigenza. La circonvallazione se la portino a casa, che non serve a nessuno”, ha detto Elio Bonfanti del Comitato 11 domande, aggiungendo come il problema riguardi non solo le aree sequestrate ma anche l’ex scalo Filzi dove i primi tre sondaggi sul sedime hanno evidenziato un inquinamento fino a tre metri di profondità di idrocarburi pesanti.
La richiesta di bloccare l’opera è arrivata durante una conferenza stampa organizzata nella sala delle associazioni di via Oss Mazzurana, a Trento, da tutti i comitati contrari alla circonvallazione.
“E’ una bufala pazzesca dire che le aree ex Sloi sono un fatto staccato dalla problematica del bypass, come affermato dal presidente Fugatti e dal sindaco Ianeselli” ha detto Paolo Zadra della Rete dei cittadini.
I comitati sono scettici anche per il finanziamento promesso dal sottosegretario Edoardo Rixi dopo la notizia che il bypass di Trento è uscito dal Pnrr.