Home Notizie PROVINCIA, CIA SI AUTOSOSPENDE DAL GRUPPO CONSILIARE DI FDI

PROVINCIA, CIA SI AUTOSOSPENDE DAL GRUPPO CONSILIARE DI FDI

131

C’era attesa questa mattina per la conferenza stampa convocata da Claudio Cia, consigliere provinciale di Fratelli d’Italia e assessore provinciale alle politiche per la casa, disabilità, mobilità e trasporti.
Dopo i forti contrasti con il commissario regionale del partito della Premier Meloni, Alessandro Urzì, Claudio Cia ha deciso di autosospendersi dal partito e dal gruppo consiliare e ha consegnato le deleghe da assessore nelle mani del Presidente Fugatti.
Claudio Cia ora andrà a far parte del gruppo misto.
In questo modo Fratelli d’Italia potrà contare solo su quattro consiglieri, uno in meno della Lega.

Il comunicato con il quale Claudio Cia ha annunciato l’autosospensione:

“Ho appreso ieri dagli organi di stampa, di comportamenti da parte di “esponenti politici” di FdI, che non esito a definire riprovevoli e che non mi appartengono, come uomo prima ancora che come politico ed esponente delle Istituzioni pubbliche. Personalmente infatti, nel corso della mia non propriamente breve carriera politica, ho sempre anteposto gli interessi della Comunità Trentina a quelli personali, alle indennità, ai cda e alle poltrone.

Quando mi sono trovato in disaccordo con le scelte prese, mi sono sempre comportato con coerenza e umiltà, anche dimettendomi dagli incarichi come quando, da Assessore regionale, ho lasciato la mia “poltrona” rinunciando contemporaneamente alla corrispondente indennità, per portare per primo in Consiglio Provinciale a Trento, il partito del Presidente Meloni.

È stato un onore, così come fare oltre 300 gazebo con il suo nome in Trentino. Un impegno che mi è stato riconosciuto dagli elettori i quali, pur senza proclami, foto o sostegno specifico sulla stampa, mi hanno premiato in termini di preferenze risultando secondo nella lista di Fdi, e per cui ringrazio tutti i Trentini. Quegli stessi Trentini che non meritano lo spettacolo cui hanno assistito in questi giorni, fatto di prepotenze, dichiarazioni sguaiate, bullismo verbale e atteggiamenti che, per fortuna, non appartengono nè alla cultura trentina nè a quella dell’Autonomia.

Gli insulti ignominiosi, di cui ho appreso dalla stampa, e di cui mi sarei aspettato almeno, se non un evidentemente impossibile smentita, almeno delle scuse, hanno avuto l’effetto di rendere a questo punto improcrastinabile una decisione che stavo ormai maturando da tempo.
Con effetto immediato da oggi quindi, e sino alla permanenza in Trentino, come commissario del partito dell’”onorevole” Urzí, mi autosospendo dal partito, da ogni carica nello stesso e dal gruppo consiliare.

Rimetto conseguentemente nelle mani del Presidente Fugatti le deleghe che mi ha affidato, ringraziandolo per la stima e la fiducia nei miei confronti. Stima e fiducia non imposta da alcun contratto, ma che deriva unicamente dalla stima reciproca. Mi scuso al contempo con i cittadini trentini se non ho potuto svolgere adeguatamente il mio incarico, per rispettare nelle scorse settimane le direttive del partito. Incarico alla cui indennità relativa ho peraltro rinunciato sin dal primo giorno. A questo proposito ritengo infatti imprescindibile la natura sociale dell’impegno politico il quale, a mio avviso, non deve rappresentare una soluzione ai fallimenti personali o una comoda alternativa rispetto allo svolgere una qualunque professione, ma rappresentare, invece, secondo il più nobile spirito della “polis”, un impegno volto ai fini della crescita sociale e non del proprio conto corrente.”

Non tarda ad arrivare la replica del commissario provinciale di FdI, Alessandro Urzì, che attraverso una nota scrive:

“È abbastanza disarmante la presa di posizione del consigliere Cia che, dopo essere rimasto aggrappato per lunghi giorni ad una carica assessorile non concordata con il partito di appartenenza (fatto di per sé gravissimo), ora dichiara di sospendersi dal partito e dal gruppo consiliare provinciale.
Che non ci fosse confidenza con le regole del partito che gli ha permesso di essere eletto per ulteriori cinque anni era chiaro, ma va precisato che non esiste l’istituto dell’auto sospensione da partito e gruppi consiliari. Non si capisce quindi bene a che cosa il consigliere Cia faccia riferimento.
La mancanza di chiarezza verso il proprio partito è un dato che non può essere sottaciuto perché incide anche sul rispetto degli elettori che non sono proprietà esclusiva di nessun candidato o eletto.

Il consigliere verrà invitato, quindi, a chiarire la propria posizione che continua a creare un evidente imbarazzo al partito essendosi collocato su una linea totalmente autoreferenziale, non avendo rispettato nessuna disposizione interna in tutti questi giorni, e che ha assunto la disarmante difesa ad oltranza del proprio assessorato non tenendo conto degli accordi elettorali chiusi prima del voto e nei confronti dei quali anche Cia si era impegnato: se non era di suo gradimento poteva non candidarsi.
Riguardo gli imbarazzi buonisti e ammantati di mielosità del consigliere, si vogliono richiamare alla memoria le ripetute prese di posizione con cui il consigliere – la scorsa legislatura – era intervenuto scompostamente più volte su svariati temi creando più di un incidente diplomatico in maggioranza, comprese le posizioni da cui dovemmo prendere le distanze come quando dichiarò che si confondeva “l’esercizio della gestione della cosa pubblica (riferendosi a decisioni della Provincia, ndr) con Cosa nostra”. Posizioni radicali e imbarazzanti politicamente per l’intero partito, poi riviste dallo stesso Cia sino alla nomina non concordata con il partito ad assessore. Atteggiamenti e correlazioni fra autonomia e terra di mafia sino nelle istituzioni trentine, quelle di Cia, che hanno ferito gravemente la cittadinanza trentina dedita al lavoro ed al sacrificio e che non merita di essere messa in relazione con un diffuso clima di omertà a carattere mafioso.

La coerenza sempre più disordinata di Cia, con posizioni nelle ultime settimane assunte per soli benefici personali connessi ad una carica di assessore, saranno valutate in termini di compatibilità con il codice etico del partito a cui si impegnano tutti gli iscritti e i candidati”.