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CONTO ALLA ROVESCIA PER CHICO FORTI

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Il ministro della giustizia Carlo Nordio ha assicurato che i suoi uffici cercheranno di sbrigare nel più breve tempo possibile le pratiche per far rientrare in Italia Chico Forti, il trentino condannato all’ergastolo negli Stati Uniti dove stava scontando la pena da 25 anni.
Dopo la svolta annunciata dalla premier, Giorgia Meloni, ora l’attesa sale.
In base alla convenzione di Strasburgo si è messa da parte la possibilità di rifare il processo per puntare al trasferimento. Una volta in Italia però, le leggi alle quali Forti dovrà sottostare saranno quelle italiane, ricorda il decano dei penalisti trentini, l’avvocato Luca Pontalti.
Il carcere a vita deve essere scontato in Italia. Non sarà Trento, che è carcere circondariale, potrebbe essere Padova o Milano, i più vicini cioè alla terra di Forti. In America l’ergastolo è a vita. Non è così in Italia.
Un ergastolo può tramutarsi in una pena di 30 anni. Dopo aver scontato 20 anni i benefici, se riconosciuti, potrebbero tradursi in sconti di pena e semi libertà, permanenza in carcere la notte, libertà di lavorare durante il giorno, permessi premio. Dagli accordi tra governo italiano e americano però, sottolinea più volte Pontalti, non si può prescindere, pena la violazione di accordi internazionali. I termini ancora non si conoscono.
Dopo 25 anni di carcere negli Usa, conclude Pontalti, se gli avvocati italiani di Forti riusciranno ad ottenere dall’autorità carceraria della Florida dichiarazioni di buona condotta è ragionevole pensare che il magistrato di sorveglianza italiano possa concedere a Chico Forti la liberazione anticipata che, “considerando la lunga detenzione del Forti potrebbe portare addirittura a ritenere la pena integralmente o quasi integralmente scontata” conclude Pontalti.