Home Rubriche Notizie Cimbre EDUARD REUT-NICOLUSSI, AI GIOVEDì DELL’EUREGIO LE VISIONI DEL POLITICO CIMBRO

EDUARD REUT-NICOLUSSI, AI GIOVEDì DELL’EUREGIO LE VISIONI DEL POLITICO CIMBRO

47

E’ stata dedicata alla vita del politico cimbro Eduard Reut-Nicolussi una delle serate dei “Giovedì dell’Euregio”, l’iniziativa lanciata quasi due anni fa dall’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino e dall’Associazione culturale Casa della Pesa.
Alla Casa della Pesa di Bolzano è stata ripercorsa la vita di uno dei leader politici più popolari nei territori del Tirolo. Nato a Trento nel 1888, di origini cimbre, nel primo dopoguerra Reut-Nicolussi prestò servizio come ufficiale nel Kaiserjägern austriaco, rappresentò i sudtirolesi tedeschi all’Assemblea nazionale costituente dell’Austria tedesca e fu eletto al Parlamento italiano nel 1921. Nel 1927 dovette fuggire a Innsbruck, dove completò gli studi in filosofia del diritto e diritto internazionale nel 1931, cominciando il suo percorso di docente. Nel 1951 fu eletto rettore dell’Università di Innsbruck. Reut-Nicolussi diventò uno dei leader politici più popolari nei territori del Tirolo, battendosi per i diritti delle minoranze etniche e contro le dittature di stampo fascista e nazionalsocialista.

A rievocare i tratti più importanti della vita di Eduard Reut-Nicolussi è stato uno dei suoi più profondi conoscitori e biografi, lo storico e professore di Storia moderna tedesca ed europea e direttore dell’Istituto di Storia dell’Università di Hildesheim, Michael Gehler.

Gehler ha tracciato il percorso pioneristico di Reut-Nicolussi nel processo di adesione dell’Austria alle Nazioni Unite. “La figura di Nicolussi-Reut è stata molto importante per diffondere ed illuminare la comunità internazionale sulla questione sudtirolese – ha detto. – Allo stato attuale, Reut-Nicolussi vedrebbe la regione europea Tirolo-Trentino-Alto Adige come un valore in sé e un contributo al riavvicinamento e all’unificazione del vecchio Tirolo nel quadro di una visionaria unificazione europea – ha spiegato Gehler, che ha aggiunto. “Il ritorno a una concezione nazionalista, invece, sarebbe un pericolo per i suoi connazionali”.