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ANCORA UN NO ALLA TAV

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“Inutile, tecnicamente debole e pericolosa”. Così i comitati e associazioni No-Tav hanno nuovamente definito la circonvallazione ferroviaria di Trento, i cui lavori procedono, seppur lentamente, a dispetto di perdite di fondi PNRR, sequestri probatori della Procura, rischi ambientali e proteste dei cittadini. Ancora una volta, comitati e associazioni (dalla Rete dei cittadini a Mattarello Attiva, da Roncafort Attiva a Uniamoci Trentino, dalla neonata Cristo Re attiva a Comitato NO TAV Trento passando per i sindacati autonomi CUB e SBM e le circoscrizioni Trento Centro e Mattarello, dichiaratamente contrarie all’opera) hanno rimarcato il grave rischio sanitario insito nel movimentare terreni inquinati da piombo tetraetile e idrocarburi volatili (tanto per i residenti quanto per gli operai), i pericoli di scomparsa o inquinamento delle fonti acquifere e di franosità della Marzola (nomen omen), le incertezze finanziarie che rischiano – hanno denunciato i manifestanti – di lasciare a Trento un’opera incompiuta che sarebbe uno sfregio e un danno sostanziale, economico, ambientale ma anche morale e d’immagine per il territorio. Aumentano anche le preoccupazioni per un utilizzo bellico della ferrovia che tornerebbe a fare della città un potenziale obiettivo strategico (in settimana RFI e Leonardo – società italiana attiva nel settore delle armi – hanno firmato un accordo nell’ambito della “Military Mobility”, iniziativa europea finalizzata ad aumentare le capacità infrastrutturali per assicurare la movimentazione di risorse militari sulle ferrovie italiane “in situazioni ordinarie e straordinarie”).
Ampia, la partecipazione al corteo che si è snodato per le vie della città partendo da Piazza General Cantore (ribattezzata dai comitati “Piazza Bepi Sloi”, dal nome dell’operaio simbolo delle morti da piombo nella ex-fabbrica sui cui terreni passerebbe l’opera) tra slogan, interventi, balli e percussioni, all’insegna dell’appello “Trento è in pericolo, se ami la tua città, proteggila”. Un assunto negato da Comune e Provincia, convinti viceversa che i fondi necessari – promessi dal Ministro Salvini – arriveranno, i controlli saranno rigorosi e che sarà possibile completare l’opera nei tempi – o quasi – risolvendo anche l’annoso problema della bonifica di Trento Nord, attesa da oltre 70 anni.