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LA NASCITA DI UN IMMAGINARIO COLLETTIVO, AL TRENTO FILM FESTIVAL LA MOSTRA SU FRANZ DANTONE, FOTOGRAFO DELLE DOLOMITI

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Aprirà domani, 24 aprile, a Palazzo Trentini a Trento la mostra “Franz Dantone Fotografo delle Dolomiti (1839–1909) – La nascita di un immaginario collettivo”. La mostra, frutto della collaborazione tra Fondazione Dolomiti UNESCO, Istitut Cultural Ladin “majon di fascegn” e Trento Film Festival, espone le fotografie di Franz Dantone, il fotografo che contribuì a creare l’immaginario delle Dolomiti e a farle iscrivere nella Lista del Patrimonio Mondiale.

Franz Dantone, detto Pascalin, nacque a Gries di Canazei nel 1839 e, dopo aver appreso il mestiere in Germania, fece ritorno in valle e iniziò non solo a realizzare ritratti su commissione, ma anche a rappresentare il paesaggio dolomitico, vendendo le sue foto nell’osteria avviata presso la sua abitazione. Fu tra i primi fotografi a inerpicarsi in territori all’epoca ancora sconosciuti, con la sua macchina di legno, sotto il peso delle lastre e fu dunque anche tra i primi a immortalare un
paesaggio in gran parte inesplorato e integro e a rappresentarlo nella sua selvaggia bellezza.
L’attività di Franz Dantone coincise con l’inizio di una frequentazione crescente da parte di viaggiatori, esploratori e alpinisti, in particolar modo britannici, che nella seconda metà dell’Ottocento lasciarono testimonianze importanti delle loro avventure in opere letterarie e diari di viaggio, accompagnati spesso da schizzi e acquerelli.

Le foto di Dantone contribuirono a compendiare questo immaginario, quasi fiabesco, con il realismo della tecnica fotografica e possono essere considerate a pieno titolo come un contributo determinante per fissare l’ideale estetico del paesaggio dolomitico che, esattamente cent’anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1909, fu tra le motivazioni dell’iscrizione delle Dolomiti nella Lista del Patrimonio Mondiale.

La mostra, che gode del patrocinio gratuito della Presidenza del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, consentirà di ammirare cento stampe fotografiche originali dell’epoca, di cui sei dell’Istitut Cultural Ladin de Fascia e novantaquattro provenienti dal fondo della famiglia Dezulian, che le ha custodite da quando, negli anni Trenta del Novecento, ne è entrata in possesso. Saranno esposte, inoltre, trenta fotografie stampate a getto d’inchiostro da riproduzioni digitali ottenute dalle lastre restaurate a cura dell’Istitut Cultural Ladin “majon di fascegn” con il finanziamento della fondazione CARITRO.

La mostra rimarrà aperta dal 25 aprile al 16 maggio.

(foto: Istituto culturale ladino)