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IL LADINO OGGI, UNA LINGUA ANTICA E MODERNA

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Il ladino, nato durante la presenza dei romani nella zona alpina, è il risultato della fusione tra la lingua locale e il latino: si tratta di una lingua retoromanza.

Oggi il ladino è parlato in tre aree: nel Cantone dei Grigioni in Svizzera, in Friuli e nella Ladinia dolomitica, che comprende le cinque vallate raccolte attorno al massiccio del Sella fra Trentino, Alto Adige e Veneto.

La distanza geografica ha contribuito allo sviluppo di diverse varianti linguistiche che, pur rimanendo simili, presentano oggi notevoli differenze.

I ladini delle Dolomiti oggi sono una minoranza linguistica stanziata in cinque vallate: Badia, Gardena, Livinallongo, Ampezzo e Fassa. Si tratta di circa 30 mila persone.
Nei sei comuni della Val di Fassa al censimento del 2021 si sono dichiarati appartenenti alla minoranza ladina 6.066 abitanti su un totale di 10.393 residenti.

L’ordinamento della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige tutela i Ladini come terzo gruppo linguistico, accanto a quello italiano e tedesco. Ai ladini viene, inoltre, garantita rappresentanza politica attraverso un seggio in consiglio provinciale.

Il ladino è utilizzato nella vita quotidiana, nell’amministrazione pubblica, nelle scuole e nei mass media; si tratta di una lingua viva, in continuo mutamento, capace di rispondere alle esigenze della vita moderna.

La lingua ladina è il primo simbolo identitario della comunità fassana e l’Istituto Culturale Ladino ha un ruolo centrale nella sua difesa e promozione.
Uno degli obiettivi primari dell’attività culturale consiste nel salvaguardare la lingua dalla deriva e dalla perdita del vocabolario patrimoniale. La politica di conservazione si attua tramite il recupero e la valorizzazione del lessico tradizionale condotto attraverso la raccolta e lo studio delle risorse disponibili. Le fonti prese in considerazione comprendono raccolte lessicografiche, costituite da dizionari e vocabolari redatti perlopiù nella seconda metà del XX secolo, fonti scritte, in primo luogo testi di autori locali che nella loro attività  hanno descritto e fissato sulla carta il patrimonio tradizionale di cultura, folclore, usanze e mestieri della Val di Fassa, e infine fonti orali.

Altro obiettivo dell’attività dell’Istituto è rendere il ladino una lingua moderna, viva: non una lingua da museo, né un codice da burocrazia, ma una lingua in cui si possa e si voglia comunicare. Fondamentale è l’interazione con le altre realtà culturali ed economiche presenti sul territorio: la scuola, gli enti pubblici, la stampa, le istituzioni culturali, gli operatori turistici e commerciali.

(foto: Istituto culturale ladino)