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LE ORIGINI DEL CIMBRO, QUALCHE NOTIZIA STORICA

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Dai linguisti è definita “la più antica parlata periferica esistente del dominio linguistico tedesco”. Il cimbro, italianizzazione della parola “zimbar”, oggi parlato solo a Luserna, affonda le sue radici nel medioevo, a partire dalla metà dell’XI secolo.

In quel decennio, i primi coloni bavaresi, in cerca di nuove terre, si stanziarono dapprima sui Monti Lessini, espandendosi poi nei 7 comuni vicentini, per arrivare infine sull’attuale Alpe Cimbra e quindi anche a Luserna, piccolo paese a 1333 metri di quota.

Se tra il 1500 e il 1700 la popolazione cimbra raggiunse la sua massima espansione, arrivando a contare 20mila persone, nei secoli successivi la lingua subì un inarrestabile calo.

La grande guerra prima, con gli Altipiani Cimbri fronte militare del conflitto, e poi la seconda guerra mondiale con le opzioni e il dopoguerra segnato dall’emigrazione hanno compromesso la sopravvivenza della popolazione cimbra.

Oggi Luserna rappresenta l’ultimo baluardo della lingua cimbra, parlata dal 60% della popolazione, mentre è sostanzialmente estinta nelle altre zone dell’Altopiano e delle province di Verona e di Vicenza. Sono 1111 i cimbri residenti in Provincia di Trento, in base ai dati del censimento demografico del 2021.

(foto: Istituto culturale cimbro)