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LA VALLE DEI MOCHENI, BREVI CENNI STORICI

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Risalirebbero al 13esimo secolo i primi insediamenti nella valle del Fersina, la valle dei Mocheni.

Sfruttata fin dall’antichità per boschi, pascoli e giacimenti minerari, questa vallata chiusa di origine glaciale, solcata dal torrente omonimo, ha visto le prime colonizzazioni in epoca medievale da parte di popolazioni bavaresi provenienti dall’Europa centrale, chiamate dai signori feudali di Pergine. Erano i roncadori, dissodatori di terre. E’ da questi primi coloni che avrebbe avuto origine la lingua mochena.

A loro si sovrappose, due secoli dopo, un’altra ondata migratoria di minatori di origine tedesca, i knoppn, attirati in zona dalla scoperta di miniere d’argento, rame e ferro.

Nel 18esimo secolo ai mocheni venne concessa la licenza di commercio-ambulante: i krumern, i commercianti, potevano spostarsi, quindi, in tutto l’impero austro-ungarico. Questo contatto costante con il mondo germanico consentì alla lingua mochena di mantenersi fino ad oggi.

Una lingua dalle caratteristiche tipiche, dunque, degli idiomi medio-alti bavaresi, trasmessa per via orale. Dopo la repressione in epoca fascista, l’idioma è stato ufficialmente riconosciuto con la legge provinciale del 1987, che ha sancito anche la nascita dell’Istituto culturale mòcheno.

(Foto Istituto Culturale Mòcheno / Bersntoler Kulturinstitut)