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L’EREDITA’ DEI MASI MOCHENI

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Il Maso – hoff in lingua mòchena – evolutosi nel tempo per forma e dimensioni, ha rappresentato il tipico nucleo abitativo delle famiglie locali, dove si intrecciavano i numerosi aspetti della vita della comunità mòchena, dai lavori agro-silvo-pastorali fino alla trasmissione delle conoscenze anche liguististiche e dei rituali tradizionali.
Il maso era, quindi, il cuore pulsante della comunità, un luogo di socializzazione, di condivisione e di preservazione della cultura.
Oltre all’agricoltura, i masi mòcheni erano anche centri di artigianato.
Le famiglie producevano oggetti di uso quotidiano come utensili in legno, tessuti e merletti. Queste creazioni artigianali riflettevano la maestria e l’abilità della popolazione mochèna, che trasmettevano di generazione in generazione.
Inoltre, all’interno delle famiglie mochene, venivano tramandate storie, leggende, canzoni e danze tradizionali, così come la lingua mòchena stessa.
Particolarmente significativo e ben conservato situato nel comune di Fierozzo/Vlarotz, è il Maso Filzerhof, datato 1324. Dal 1998 maso-museo etnografico in cui è possibile comprendere come fosse vivere in un’autentica casa rurale mòchena e in cui si possono scoprire tante altre curiosità sulla valle, sui suoi abitanti e sulle loro origini.
Di seguito l’intervista realizzata da Antonella Carlin a Leo Toller, ricercatore dell’Istituto Culturale Mocheno – Bersntoler Kulturinstitut