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“SCRITTURE IN LINGUA MADRE”, TRA I PREMIATI ANCHE STEFEN DELL’ANTONIO MONECH

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C’è anche Stefen dell’Antonio Monech tra i premiati nell’ambito del Premio Ostana “Scritture in lingua madre”, manifestazione incentrata sulla diversità linguistica che riunisce scrittrici e scrittori contraddistinti dall’utilizzo di lingue indigene e provenienti dai cinque continenti. Il “Premio Ostana: scritture in lingua madre” è un appuntamento con le lingue madri del mondo che ogni anno riunisce a Ostana (Cuneo), borgo occitano ai piedi del Monviso, autori di lingua madre da tutto il mondo per un festival della biodiversità linguistica. “Lo fuec es encà ros dessot la brasa” è il motto che quest’anno ha accompagnato il Premio: “Il fuoco è ancora rosso sotto la brace” perché le lingue madri non solo vivono, ma non vogliono spegnersi e morire, lottano per sopravvivere di generazione in generazione.

Dell’Antonio Monech ha ottenuto il premio nella sezione “Minoranze linguistiche storiche presenti in Italia”.

La motivazione della Giuria fa riferimento all’impegno genuino e profondo messo in luce dal Dell’Antonio nella promozione e divulgazione della lingua ladina attraverso la musica, la letteratura e il teatro. Il Premio vuole essere inoltre un riconoscimento per le numerose Mascherèdes con le quali l’interprete dell’anima ladina ha dato continuità alla tradizione popolare che annovera il Carnevale di Fassa tra i più caratteristici dell’intero arco alpino.

Dal 2008 ad oggi, il Premio ha valorizzato 88 autori con riferimento a 47 lingue minoritarie.

Otto le sezioni premiate dal 28 al 30 giugno.
Il Premio speciale è stato assegnato alla scrittrice del Burkina Faso Karama Koumarami, autrice di testi teatrali in lingua dioula, nei quali concilia i valori della cultura tradizionale con la presa di coscienza sui temi dell’emancipazione femminile e del terrorismo presente nel proprio paese.

Il premio internazionale è stato, invece, conferito a Firat Ceweri, proveniente dal Kurdistan turco, per l’assidua determinazione manifestata nel promuovere la propria lingua, tuttora osteggiata, con opere tradotte in turco, svedese, persiano, arabo, e italiano.

Il premio giovani è andato a Daniel Petrila, di lingua rom, il premio traduzione a Jayde Will con riferimento alla lingua letgalla, una variante del lituano, mentre il premio per la lingua occitana è stato appannaggio dell’ insegnante Michèle Stenta. Il frisone Arnold De Boer “Zea” ha ottenuto il primo posto per la composizione musicale e il gallese Roger Williams ha vinto il premio per la sezione cinema.

(foto: Istituto culturale ladino)