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MUSEO LADINO DI FASSA: TRA CONCERTI, MOSTRE E LABORATORI, SEI MESI DI INTENSA ATTIVITA’

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Oltre mille persone coinvolte, 14 percorsi tematici, ma anche laboratori, mostre e musica. Sono stati sei mesi di intensa attività didattica al Museo ladino di Fassa.
Tra gli argomenti trattati, il Carnevale, le tradizioni ladine, i giochi dei tempi passati, le leggende ladine.
La quota maggiore delle 1.058 presenze è stata rappresentata da 624 alunni della Scuola Ladina di Fassa, che fruiscono dei percorsi in lingua ladina, seguiti da 120 alunni provenienti da scuole fuori valle, per finire con le oltre 200 presenze che hanno seguito attività personalizzate o giornate di formazione, come gli accompagnatori di media montagna e gli utenti dei corsi di ladino.

A partire dal 1° luglio hanno riaperto al pubblico le 5 sezioni sul territorio del Museo Ladino: L Segat / La Silvicoltura a Pozza, L Molin / Il Mulino e L Malghier / La Caseificazione a Pera, L Stont / Il Casino di Bersaglio a Campitello e La Sia / La Segheria a Penia; una visita a queste strutture storiche restaurate permette ai visitatori una migliore comprensione di come la popolazione viveva in Val di Fassa fino al secolo scorso.
Inoltre, per tutta l’estate fino all’8 settembre presso la sede del Museo è possibile visitare la mostra di fotografie del fassano Franz Dantone Pascalin, uno dei primi fotografi delle Dolomiti, realizzata grazie al lavoro congiunto del giovane proprietario del fondo fotografico Lorenzo Dezulian, dell’Istituto Culturale Ladino di Fassa, della Fondazione Dolomiti Unesco e del fotografo Davide Baldrati.

(foto: Istituto culturale ladino)