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IL MONTE BONDONE E IL CAMBIAMENTO CLIMATICO: LO STUDIO SULLE VIOTE FIRMATO MUSE E UNITN

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UniTrento e MUSE hanno presentato i risultati di una ricerca multidisciplinare sull’area delle Viote, realizzata nell’ambito del protocollo UniCittà tra Università di Trento e Comune. Lo studio analizza valore ecologico, risorse idriche, impatti del cambiamento climatico e prospettive turistiche del Monte Bondone.
Presso il Palazzo di Sociologia, nel tardo pomeriggio di oggi, la presentazione dello studio promosso da UniCittà, il Protocollo d’Intesa tra Università e Comune di Trento che promuove piccole e grandi azioni per favorire l’integrazione tra la comunità cittadina e quella universitaria.

Uno dei principali indirizzi riguarda la tutela della Piana delle Viote, riconosciuta come area di eccezionale valore naturalistico, geologico e archeologico. La presenza di zone umide, habitat protetti e una ricca biodiversità rende particolarmente critico l’impatto di grandi opere infrastrutturali. Per questo, la ricerca sconsiglia la realizzazione di un grande bacino per l’innevamento nella piana, che potrebbe alterarne irreversibilmente morfologia, habitat e dinamiche idrologiche.

Per sostenere l’attività sciistica, viene indicato come soluzione più sostenibile l’ampliamento dell’invaso esistente a Mezavia. Qualora fosse necessario un ulteriore bacino, lo studio suggerisce di collocarlo in aree già infrastrutturate, ad esempio nei pressi di Vason, preferendo strutture integrate nel paesaggio e con caratteristiche di “biolago”, utili anche per contrastare siccità e incendi.

La ricerca evidenzia inoltre che il cambiamento climatico sta già riducendo le condizioni favorevoli all’innevamento programmato, con prospettive particolarmente critiche negli scenari ad alte emissioni. Diventa quindi necessario ripensare il modello turistico del Bondone.

La strategia indicata punta a un turismo distribuito durante tutto l’anno, valorizzando soprattutto primavera e autunno attraverso biodiversità, educazione ambientale e cultura delle malghe. Centrale anche una maggiore integrazione tra città e montagna, con mobilità sostenibile, un’offerta didattico-territoriale permanente e proposte capaci di attrarre visitatori diversi lungo tutto l’arco dell’anno.